Oltre settantamila ettari condivisi tra Marche e Umbria, gole strette, faggete e le piane di Castelluccio che in primavera diventano un tappeto di colori: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini non e solo paesaggio, e anche un atlante del gusto costruito nel tempo da chi ha imparato a vivere con quello che la montagna offre.
La cucina sibillina nasce dall'alleanza tra pastorizia e agricoltura. La lenticchia di Castelluccio e la regina dei legumi, coltivata in quota e protagonista di tavole antiche e moderne. Il pecorino stagionato sui pascoli ricchi di erbe aromatiche, il ciauscolo spalmabile che i contadini mangiavano a colazione, la polenta cotta in paiolo di rame condita con sugo di funghi e una spolverata di neve di pecorino: ogni piatto e una storia. E poi il mistr al gusto di anice, il vino cotto da accompagnare al castagnaccio d'autunno. Quattro stagioni, quattro ricette. Un solo territorio da scoprire lentamente, forchetta alla mano.
Enogastronomia Macerata
Le vie del gusto dei Sibillini: una cucina che viene da lontano
Sapori e profumi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra pastorizia, legumi e norcineria

StagioneTutto l'anno, con la fioritura di Castelluccio tra fine maggio e meta luglio
Come arrivareDa Macerata seguire la SS77 verso Visso; da Ascoli Piceno la SS4 Salaria verso Arquata del Tronto, poi strade provinciali verso il parco.